Color blocking; molto più di una tendenza

Lo stiamo vedendo tantissimo in questa stagione autunno/inverno e lo abbiamo ritrovato anche nelle sfilate della MFW p/e 2026 appena concluse, di cosa sto parlando? Del color block ovviamente!

courtesy of Prada, p/e 2026

Cos’è il color block?

Questo termine viene usato per la prima volta nel 1927 (anche se non esiste una documentazione ufficiale) e consiste nell’abbinare blocchi di colore decisi e intensi, spesso contrastanti tra loro.

colori complementari

Gli accostamenti più comuni sono con i colori complementari (come blu e arancio), i colori analoghi (come rosa e rosso), ma non ci sono regole definite e si possono accostare diverse nuances per creare un effetto più personale dove, per enfatizzare l’impatto cromatico, è importante mantenere forme semplici e linee pulite.

colori analoghi

colori analoghi

Color Blocking: Origini, Evoluzione e Applicazioni nella Moda 

affresco villa a Pompei.

Le prime testimonianze di color-block risalgono all’antica Roma dove, dalle tracce dei bellissimi affreschi di Pompei, si nota che attraverso la sovrapposizione di abiti colorati sia maschili sia femminili si creava questo audace effetto di colore. All’epoca i colori più utilizzati erano il verde acqua, l’azzurro tenue, il rosa pallido e il giallo grano.

Madonna della Misericordia, Simone Martini, 1308-1310. Pinacoteca Nazionale, Siena.

Successivamente, nel Medio Evo il color-block si diffuse anche nell’arte, con raffigurazioni della Vergine Maria in abiti rubino con mantelli verde scuro. Sarà poi il Rinascimento Italiano a portare un’estrema raffinatezza nell’arte e, di conseguenza, anche nel modo di vestire.

L’ascesa della tecnica del ricamo e l’opulenza degli stili Barocco e Roccocò pongono un freno al color block che verrà utilizzato quasi esclusivamente per i costumi di scena.

Cerchi concentrici, Vassily Kandinsky, 1913

Saranno i grandi couturier del 900 come Yves Saint LaurentEmilio Pucci che lo riporteranno in auge ispirandosi ai grandi artisti del mondo dell’arte moderna; prima gli impressionisti con la pittura en-plein-air, poi i cubisti. Saranno però le avanguardie del 900 con Mark Rothko e Piet Mondrian a riportare all’apice il color-block.

Tableau 1, Piet Mondrian, Kunstmuseum, Paesi Bassi, 1921

Fu proprio l’arte di Mondrian, pittore olandese che insieme a Theo van Doesburg fondarono il movimento del neoplasticismo, a ispirare quarant’anni dopo un giovane designer come Yves Saint Laurent che traspose proprio un quadro di Mondrian in un suo tubino di collezione. Il tubino, in lana e senza cuciture, ripropone fedelmente le proporzioni e la gamma colore del quadro realizzato con blocchi rettangolari di colori primari (rosso, blu, giallo) separati da linee nere.

Yves Saint Laurent collezione Autunno Inverno 1965. AFP Contributor

Questa collezione di YSL del 1965 sancisce il vero ingresso del color blocking nel guardaroba che da quel momento è diventato sinonimo di stile moderno, grafico e dinamico.

Nel corso dei decenni, il color blocking si è evoluto.

Negli anni ’80 è stato reinterpretato in chiave pop, con abbinamenti ancora più audaci e saturi. Negli anni 2000 e 2010 ha conosciuto una nuova primavera, grazie anche alle passerelle di brand come Prada, Jil Sander e Stella McCartney. Oggi, il color blocking viene utilizzato non solo nella moda di alta gamma, ma anche nello streetwear, nell’abbigliamento sportivo e nell’interior design.

Oltre la moda: design, grafica e arredamento

@Pinterest

Il color blocking non si limita all’abbigliamento e agli accessori. Lo troviamo spesso anche nel graphic design, nella pubblicità, nel packaging e persino nell’architettura d’interni. In questi ambiti, la tecnica viene utilizzata per catturare l’attenzione, organizzare le informazioni visive e trasmettere emozioni forti attraverso il colore.